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Gianetti, il Comune resta dalla parte dei lavoratori

20/10/2021 - Preoccupazione per il futuro dell’area industriale dismessa


Il Tribunale di Monza, in prima istanza ha respinto il ricorso presentato dai sindacati, confermando di conseguenza la legittimità dei licenziamenti alla Gianetti Ruote, oggi Gianetti Fad Wheels di Ceriano Laghetto. E’ arrivata il 12 ottobre scorso la “doccia gelata” per i lavoratori e i rappresentanti sindacali dell’azienda, che continuano a ritenere la chiusura improvvisa della fabbrica e il licenziamento dei 152 dipendenti una operazione profondamente scorretta.   Il Tribunale di Monza  ha ritenuto invece formalmente legittima la procedura adottata dall’azienda, con una sentenza diametralmente opposta a quella pronunciata dal Tribunale di Firenze  per la vicenda Gkn della Campi Bisenzio, dove dal 9 luglio scorso (6 giorni dopo il caso Gianetti, che resta il primo in Italia dopo lo sblocco dei licenziamenti) si sta vivendo una situazione molto simile a quella di Ceriano Laghetto, con la differenza che, dopo il pronunciamento del Tribunale, i licenziamenti sono stati annullati.
La drammatica vicenda della Gianetti ha avuto inizio il  3 luglio scorso quando, dopo che una parte dei 152 dipendenti aveva completato anche il turno straordinario del sabato mattina, l’azienda ha comunicato con una nota diffusa inizialmente via Internet la chiusura immediata dello stabilimento con la messa in ferie di dipendenti dello stabilimento di Ceriano Laghetto. Successivamente si è arrivati alla procedura di licenziamento.   
Nei successivi 75 giorni non c’è stata nessuna possibilità di trovare un accordo tra le parti e la negoziazione si è conclusa senza intesa, così che dal 20 settembre scorso i licenziamenti sono stati formalizzati con le lettere individuali inviate ai lavoratori, che sempre dal 3 luglio mantengono il presidio notte e giorno  davanti alla fabbrica. I sindacati intendono presentare opposizione a questa prima sentenza e procedere eventualmente anche con ricorsi agli ulteriori gradi di giudizio. L’obiettivo è quello di vedere riconosciuta una violazione della procedura e per questo risarciti. Si affievoliscono invece le possibilità di vedere riaperta la fabbrica o sostituita da altre attività produttive, visto il perdurante silenzio del Governo sulla vicenda.   Il sindaco Roberto Crippa, che con la giunta comunale è stato presente in più occasioni al presidio dei lavoratori, ha partecipato anche alle ultime assemblee in cui sono state comunicate le notizie ai lavoratori e ha  manifestato la preoccupazione dell’Amministrazione comunale per il futuro dell’area industriale, già segnalata a suo tempo alla prefettura e a tutti gli organismi superiori. E’ infatti probabile, considerando anche l’intervento con cui la proprietà è tornata in possesso del deposito cicli e dell’alimentazione elettrica, che a breve il presidio dei lavoratori verrà liberato. Se lo stesso dovesse accadere nelle prossime settimane o nei prossimi mesi anche con gli edifici del parco industriale,    l’area diventerebbe ad altissimo rischio di occupazioni abusive, vista anche la sua ubicazione a ridosso di una stazione ferroviaria e del Parco delle Groane. “L’Amministrazione comunale farà tutto quanto nei propri poteri per impedire che, all’enorme danno sociale provocato dalla incomprensibile decisione dell’azienda di chiudere con queste modalità, si aggiungano ulteriori danni ambientali e di ordine pubblico con l’abbandono del parco industriale e non smetterà di chiedere a Regione e Governo interventi mirati per evitarli” -commenta il sindaco Crippa.



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