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Bonifica mastodontica nell’ex bosco della droga

04/09/2020 - Oltre 4 mesi e mezzo di lavoro con il metal detector

Sono stati passati al setaccio anche più volte, tutti gli oltre 700mila metri quadrati dell’area boschiva nel Parco delle Groane tra le due stazioni ferroviarie di Ceriano Laghetto, che formano quello che un tempo era tristemente noto come il bosco della droga e che oggi può dirsi definitivamente bonificato sia dagli spacciatori che da armi e strumenti utilizzati per i loro sporchi affari.

Il resoconto dettagliato delle operazioni di rimozione del materiale sotterrato è stato fornito dal volontario del Gst, Gruppo di supporto territoriale ribattezzato “Serpico”, che con grande generosità e impegno ha portato a termine un lavoro mastodontico.  

 

“Nell’arco di 4 mesi è mezzo, da metà aprile 2020 fino a fine agosto 2020, per un totale effettivo di giornate dedicate di 110 giorni, è stata perlustrata  un’area boschiva di circa 700 mila metri quadri ricadente nel territorio di Ceriano Laghetto con un totale oltre 1 milione di metri quadri scandagliati se si considerano i doppi passaggi nelle aree più “contaminate”.  

Per effettuare i controlli sono state necessarie 500 ore di volontariato.

Gli involucri ritrovati sottoterra hanno raggiunto un totale  complessivo di 136 unità: avvolti nella pellicola o nella stagnola sono stati riportati alla luce armi, stupefacenti e oggetti elettronici, con presenza metallica rilevata dallo strumento di ricerca.

In sintesi per categoria sono stati ritrovati:

146 grammi di sostanze stupefacenti, 7 armi da fuoco ( 6 pistole e un fucile a pompa), 34 armi da taglio

1 balestra a pistola, 70 munizioni tra proiettili per pistola e pallettoni, 1 confezione da 500 pallini calibro 4.5

50  telefoni cellulari, 20 bilancini di precisione, una dozzina di strumenti tecnologici (tra macchine fotografiche digitali, tablet, pc, gps, lettore mp3),  6 orologi, un libro contabile e documenti personali.

“Va precisato  che nel corso della bonifica, sono stati ritrovati in superficie, spesso gettati tra sterpaglia molto alta e rovi, una quantità enorme di accessori che servivano ai venditori di morte, gli spacciatori, per la loro “sussistenza”, posate, apribottiglie, scatolame, pentole, griglie per cucina.

Inoltre il servizio di bonifica ha compreso un controllo, praticamente quotidiano, lungo tutte le piste ciclabili all’interno del Parco delle Groane, sotto il territorio cerianese e delle due stazioni,  al fine di monitorare quotidianamente le zone sensibili interessate all’ex attività di spaccio di sostanze stupefacenti.

In molte aree si è resa necessaria una bonifica palmo a palmo a causa dei numerosi ritrovamenti nell’arco di zone circoscritte che erano diventate come dei fortini, con armi e munizioni disseminate sotto terra: da pochi centimetri fino anche a una profondità di ben circa 30 cm.

Tale bonifica ha reso anche possibile una capillare identificazione di tutte le aree interne del bosco da ripulire dalle numerose immondizie lasciateci in eredità dagli spacciatori. Basti pensare agli oltre 100  sacchi di spazzatura riempiti solo negli ultimi 4 mesi con le varie giornate ecologiche”. Al termine della relazione, il volontario ha ringraziato l’Amministrazione comunale per il supporto fornito.

“Siamo ovviamente noi a ringraziare, a nome di tutti i cerianesi il nostro volontario Serpico” -commenta l’assessore alla Sicurezza, Dante Cattaneo. “Ha svolto un lavoro preziosissimo, dedicando molte ore del suo tempo libero e molta fatica, per riportare alla loro bellezza questi boschi a cui è molto affezionato, come lo sono tanti cerianesi. Grazie anche a quest’opera memorabile, oltre che ai numerosi interventi delle Forze dell’ordine a cui dobbiamo rinnovare il nostro grazie, abbiamo riportato questi boschi alle condizioni di 8 anni fa, prima che con la riapertura della linea ferroviaria diventassero territorio di conquista di spacciatori e tossicomani. Ma non dobbiamo mai abbassare la guardia e per questo rinnovo l’invito a tutti i cerianesi a riappropriarsi di queste aree meravigliose e a vigilare e segnalare tempestivamente eventuali presenze sospette, per impedire che si  torni a vedere e subire qui quello che abbiamo visto e subito negli scorsi anni”.

 

L’Ufficio stampa


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